Mitigare la diffusione COVID-19 in azienda applicando la gerarchia dei controlli

Il contesto in cui ci ritroviamo ha scosso il mondo e nei nostri pensieri c’è un costante ritornello “mitigare la trasmissione coronavirus”.

Prossimi ad una ripartenza non ancora definita dobbiamo preparare le aziende implementando misure di prevenzione e protezione per ridurre la possibilità di diffusione.

Nonostante l’incredibile dramma che numerose famiglie ed intere comunità stanno ancora vivendo, vorrei guardare verso la ripartenza con l’invito di Francesco Marella “ad essere uniti per superare la crisi in atto, ma anche a cogliere le opportunità di cambiamento spesso generate proprio dalle situazioni di grande difficoltà” (1)

 

Mitigare la trasmissione COVID-19 attraverso la gerarchia dei controlli

 

Sappiamo che le azioni dei singoli  ne influenzano enormemente la diffusione.

Dobbiamo assicurarci in primis dell’adeguata informazione e formazione delle persone riguardo le misure da attuare singolarmente.

Per le aziende, ad oggi abbiamo alcune indicazioni riguardo:

  • protocolli da applicare nelle organizzazioni rimaste aperte,
  • studi in corso
  • taskforce dedicata allo studio della fase 2 – ripartenza

Intanto, possiamo ispirarci ai principi insegnati della gerarchia dei controlli per preparare le aziende, nell’attesa di direttive più precise.

Possiamo reinterpretare l‘eliminazione e la sostituzione del rischio trasmissione COVID-19 utilizzando un concetto presente nelle misure generali di tutela, ovvero la riduzione dell’esposizione. 

 

mitigare il rischio di trasmissione del coronavirus in azienda applicando la gerarchia controlli per la fase 2 di riapertura | softcare
Le misure per mitigare la trasmissione del coronavirus nell’azienda seguono una gerarchia dei controlli rivisitata.

1. Mitigare riducendo il numero di persone e il tempo d’esposizione

 

Per la mitigazione del rischio di diffusione coronavirus è doveroso porsi la domanda se una determinata attività è veramente necessario svolgerla nei luoghi fisici e con le modalità abituali pre-coronavirus.

Da valutare sia le attività svolte dal personale interno all’azienda sia quelle con coinvolgono  i fornitori esterni con necessità di accesso.

 

Cogliere le opportunità tecnologiche

 

Come ci ha insegnato questo periodo di quarantena – con non poche difficoltà forse ormai superate – numerose attività lavorative si possono tranquillamente svolgere in modalità remota o smartworking.

Molte squadre virtuali si stanno abituando ad un nuovo modo di lavorare distanti ma vicini in riunioni supportate da programmi di videoconferenza.

 

Evitare assembramenti

 

Quando non è possibile lo smartworking, è necessario prevedere specifiche misure di prevenzione e protezione per la tutela delle persone presenti in azienda (produzione, manutenzione, logistica, mansioni a contatti con il pubblico etc.)

È possibile riorganizzare i turni di lavoro e prevedere orari scaglionati per l’ingresso e l’accesso a zone comuni come spogliatoi e mensa per ridurre la possibilità di trasmissione COVID-19.

Non di meno importanza la definizione delle procedure di gestione delle eventuali persone con sintomi.

 

2. Mitigare con la protezione collettiva

 

Le misure di prevenzione e protezione collettiva sono molto più efficaci, coinvolgono più lavoratori e migliorano l’ergonomia rispetto alla protezione individuale ed iniziano mettendo a disposizione ambienti di lavoro salubri e sanificati.

Per favorire il distanziamento sociale è necessario rivalutare il layout aziendale sia per le fasi operative che per le aree comuni come tornelli e timbratrici, spogliatoi, mensa, aree break o relax:

  • distanziare postazioni di lavoro
  • prevedere barriere fisiche
  • aggiungere segnaletica
  • assicurare la ventilazione
  • disporre servizi igienici separati per il personale esterno all’azienda

Per mitigare la diffusione del COVID-19 è fondamentale un’adeguata igiene delle mani quindi le postazioni con gel sanificante possono superare il numero comunque limitato dei servizi igienici presenti nelle aziende.

 

3. Mitigare cambiando i comportamenti

 

Quando i controlli ingegneristici non sono sufficienti, la gerarchia dei controlli prevede di valutare l’implementazione di nuove procedure tra le misure di prevenzione e protezione.

Quest’ultime hanno lo scopo di cambiare i comportamenti delle persone per ridurre ancora di più la possibilità di trasmissione del coronavirus.

Per mitigare, in primis è necessario impedire l’ingresso in azienda a tutti coloro che manifestano sintomi associabili al COVID-19.

Si devono rivalutare tutte le occasioni di assembramento, ridurre la frequenza, il numero dei partecipanti ed assicurare le distanze di sicurezza.

Può risultare necessario aumentare la frequenza o cambiare le modalità delle attività di pulizia e sanificazione sia delle superfici ma sopratutto delle attrezzature, macchinari, computer o oggetti utilizzati da più persone.

 

4. Mitigare con la protezione individuale

 

Nella gerarchia dei controlli, l’utilizzo della protezione individuale è previsto solo quando tutte le misure implementate in precedenza non risultano sufficienti.

Nel caso della mitigazione della diffusione del coronavirus, la protezione individuale è costituita da mascherine e guanti.

Però, l’efficacia è molto soggettiva e dipende da:

  • l’adeguatezza del dispositivo
  • modalità d’indossamento
  • conservazione e sanificazione per un eventuale riutilizzo comunque non previsto dal produttore
  • igiene personale

 

L’efficacia delle misure di mitigazione della diffusione del coronavirus dipende anche dalle azioni che ciascuno di noi intraprende nell’arco della giornata.

 

Fonti utili per lo sviluppo del protocollo anti-contagio in azienda:

 

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Si ringrazia Michele Panseri per la sua disponibilità nel confrontarci per la redazione di questo articolo.

—-

(1) Intervista di Fabrizio Viscardi (Responsabile relazioni esterne Network AIAS) a Francesco Marella (Head of Ènvironment, Safety & Health presso Mitsubishi Èlectric Hydronics & IT Cooling Systems S.p.A.) pubblicata in aiasmag N. 8 

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Noemi Marton
Noemi Marton
Formatrice freelance per passione, abbraccio uno stile di vita semplice e consapevole. Dedico il tempo libero alla famiglia e all'orto biologico, cercando di inglobare anche gli interessi per il design, fotografia, yoga e montagna.Dopo una solida esperienza nell’ambito industriale, dal 2018 mi dedico alla promozione di comportamenti virtuosi per trasmettere il messaggio che nessuno deve pagare il pane con la propria vita. Sono specializzata attraverso master e continui corsi di aggiornamento nello sviluppo di progetti formativi e programmi di miglioramento / comunicazione che invitano a riflettere sulle conseguenze dei propri comportamenti per migliorare la cultura della salute e sicurezza sul lavoro nonché assicurazione qualità.Una lunga esperienza comune nell’aiutare manager a migliorare le condizioni HSEQ attraverso l’adozione di soluzioni smart ha dato vita nel 2019 al progetto #softcarehse #blog per il quale curo la redazione dei contenuti e la realizzazione delle infografiche.

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